Ricevuamo dalla nostra presidente Stefania bolletti rientrata da Marrakesh un resoconto del suo viaggio.
{xtypo_quote}Dietro la maschera della crescita , si nasconde la creazione della penuria
Vandana Shiva{/xtypo_quote}
Oltre duemila partecipanti, rappresentanti più di 100 paesi, si sono dati appuntamento a Marrakesh dove, dal 9 al 14 giugno, si è tenuto il VII Congresso Mondiale di Educazione Ambientale (WEEC).
La manifestazione, che si svolge con cadenza biennale, vuole offrire uno spazio di scambio e dibattito ad Istituti di Ricerca, Università, Istituzioni scolastiche, Fondazioni e Associazioni che hanno l’opportunità di illustrare esperienze ed esiti della ricerca intorno al ruolo che l’educazione ambientale può svolgere nel perseguimento di obiettivi di sostenibilità ambientale.
Il tema lanciato nell’edizione 2013, “Environmental Education in Cities and Rural Areas: Seeking Greater Harmony”, ha inteso stimolare la formulazione di risposte che l’Educazione Ambientale può mettere in campo rispetto alle questioni relative ai fenomeni di inurbamento, associati inevitabilmente all’abbandono delle aree rurali, ed agli squilibri sociali e culturali che tali fenomeni producono in particolar modo nei paesi in via di sviluppo.
All’interno delle 11 Nicchie tematiche (Green Economy, Pedagogy and Learnig, Ethics and Philosophy ecc…) sono state presentate centinaia di esperienze e, per la prima volta, anche la Libera Università dell’Autobiografia ha avuto l’opportunità di apportare un contributo originale alla tematica generale attraverso il nuovo progetto di Ecologia Narrativa che tanto interesse ha suscitato nei molti che mi hanno avvicinato chiedendo informazioni.

Città come queste, non possono che presentare due facce: quella lussuosa degli alberghi affogati nel verde, quella dagli odori intensi, dai colori in contrasto della Medina.
La preghiera del muezzin, ricorda agli uomini, là in basso, che l’unica via di salvezza sta molto più in alto della polverosa strada calpestata da centinaia di passi….
Eppure, tutti si muovono in fretta, alla ricerca di sguardi complici, di oggetti da accarezzare, di suoni echeggianti significati a noi oscuri.
Procedere nella via della conoscenza attingendo al sapere passato e ai nostri vissuti ci può rendere più degni di vivere la Terra.

Torno ad Anghiari ed ascoltando le restituzioni del seminario Ecologia Narrativa sono pervasa da un moto di commozione per quel sentire universale che dice: noi siamo la Terra.

Stefania Bolletti

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