In questi miei ultimi giorni di soggiorno in casa di riposo mi capita, insperatamente e immeritatamente, di ricevere piccoli e grandi doni dal personale! Sono perfino imbarazzata!
In genere, quando mi è capitato di essere ricoverata in ospedale o in strutture riabilitative, dopo qualche soggiorno in reparti di cardiologia che però non prevedono da parte della mutua anche un po’ di convalescenza a carico dell’ASL, sentivo il dovere-piacere di lasciare un segno come ringraziamento per le cure ricevute e, vergognandomi a cacciare in mano la "mancia"a qualche infermiera, trovavo sempre il modo di pensare a un ringraziamento comunitario, tipo fornitura di caffè che risulta gradita un po’ a tutte nella cucinetta che sempre si trova al piano del reparto dove, durante piccole pause liberatorie, passa il personale per una tazza di caffè o magari per un dolcetto: nel secondo caso diventa una specie di "biglietto da visita" perché io abito  nei pressi della Città degli amaretti che, in genere piacciono a tutti!
Sempre accompagnavo con un biglietto che però personalizzavo, dal momento che la scrittura mi è più congeniale.
In casa di riposo ho avuto modo di suddividere i piccoli ricordi a secondo dei destinatari, perché, quando si ha modo di conoscere meglio le persone è più bello tentare di indovinarne i gusti.
Le ospiti, in questo caso, anche se non ricordano i giorni della settimana, capiscono che è domenica, quando c’è il dolce o si festeggia qualche compleanno e i parenti arrivano con biscotti o gelati per tutti!
Qualche giorno fa, ho fatto acquistare da una figlia, una torta, adatta a tutti i tipi i gengive o di dentiere e poi, approfittando del fatto che io non sarei stata presente a pranzo, perché furtivamente sarei uscita a pranzo con quattro ASA non in servizio il dolce ha felicemente completato il pasto delle ospiti; un’assistente, a voce alta, aveva spiegato che era stata offerta da Silvana, ma non per un compleanno!
Tutte, a quanto pare, hanno apprezzato, ma quando sono rientrata, solo una mia vicina di tavolo ha ringraziato e   una dolce signora che vive abbastanza bene il ricovero, ha pregato un’assistente di farsi trasportare vicino a me e, commossa, oltre ai ringraziamenti, ha aggiunto che aveva capito che, forse io me ne andrò ed esprimeva tutto il suo dispiacere di perdermi!
Un po’ diversa è stata la reazione della Capo Sala alla quale ho consegnato personalmente del caffè macinato e sotto vuoto, ma anche diversi pacchetti di sigarette, perché mi accorgo che, talvolta, sia lei che alcune dipendenti a lei legate, dallo stesso vizio, si isolano momentaneamente per concedersi  tale piacere!
Mi ero documentata sulle diverse marche e coi sentiti ringraziamenti per le cure e le premure ricevute ho forse sottolineato che, in determinate situazioni particolarmente pesanti, è quasi normale ricorrere a piccole trasgressioni…
Ho saputo solo ieri che le fumatrici hanno ricevuto le sigarette: penso che il caffè e forse il biglietto saranno utilizzati, quando me ne sarò andata!?
Ma più interessante è parlare, credo, di quanto io ho ricevuto e continuo a ricevere con affettuosa sincerità!
Le assistenti che tornano dalle ferie, mi portano sempre cartoline o foto dei loro paesi di origine, sia italiani che sopratutto esteri: a volte anche un assaggio dei cibi tipici ed evitano però di farmi avere dei dolci, ma ho vasetti di peperoncini piccanti che posso anche portare a tavola per insaporire pastasciutta bianca, spesso collosa e quasi insipida senza ingolosire le mie vicine che non gradirebbero neanche una punta di un condimento così piccante!.Il dono più strano però è la "Cicia morata" una bevanda peruviana a base di mais nero, fatto bollire con diverse spezie e pezzettini di mela: il liquido viene travasato e offerto in occasioni di feste; è leggermente addolcito con zucchero grezzo: una vera delizia se sorbito fresco!
In Perù, quando in una famiglia si festeggia e tale bevanda non manca, fuori dall’abitazione si espongono delle bandierine, così che i vicini capiscono che sarà gradita la loro presenza.
Sorseggio e mi viene spontaneo dire "CHE LINDO!!" Paragono la bevanda alla manna trovata dagli Ebrei in crisi, mentre affamati tentavano di raggiungere la Terra promessa, anche perché, non disponendo io di un frigorifero, sapevo che avrei dovuto consumare in giornata.
Sempre diffidenti le vicine di tavola! non però le persone che mi sono venute a trovare e, senza dovere esporre bandierine ho quasi stentato a farlo bastare per tutti! È proprio vero che ho amici pronti a "meticciarsi"! Alla prossima.

Articoli recenti

Inizia a digitare e premi Invio per ricercare