È l’ultima sera che trascorro in casa di riposo. Queste ultime giornate sono state piene, perfino convulse! E pure le serate. Sia le assistenti di turno che altre non in servizio sono venute in camera con doni, biglietti e tanta voglia di parlare.
Vediamo di procedere con ordine: parto dai doni: Firmandosi "LE TUE RAGAZZE" sono arrivate una sera dopo cena le "quattro moschettiere" con un grosso pacco dall’involucro natalizio e prima ancora che l’aprissi, hanno voluto che leggessi il biglietto luccicante, mentre parlavano tutte insieme per precisazioni importanti:
"Guarda che la frase iniziale l’ho scritta io, ma l’ho rubata a Kennedy!"
"Ti vuoi vantare, ma, intanto è stata approvata da tutte e tu l’hai solo ricopiata, perché sei capace di usare il computer e oltre alle scemate, una volta tanto hai cliccato sulle frasi celebri"
"Ma il dono l’ho scelto io, perché sono l’unica che conosco i gusti di Silvana!"
"Devi assicurarci che lo indosserai il giorno di Natale e che assolutamente non lo regalerai a qualche tua figlia:ci offenderesti!"
Mi decido a leggere e mi commuovo.
Ora apro il pacco che contiene uno splendido golfino grigio con ricami in tinta e bottoni appariscenti
Hanno lasciato attaccato al tessuto, che è veramente morbido e confortevole come tante carezze,
il cartellino (senza il prezzo!) ma con la marca e mi invitano a toccare per sincerarmi sulla qualità del prodotto.
Già nei giorni precedenti e in diverse occasioni, ho ricevuto collane braccialetti e sciarpe importanti. Tanto che mi viene il dubbio che forse il mio look spesso da mercato cinese, le abbia indotte a pensare che meritavo di meglio!
È capitato, infatti che una volta mi hanno obbligato a provare e poi a tenere due paia di pantaloni della mia misura scelti dal guardaroba dove sono conservati, in ordine e suddivisi per taglie, i capi d’abbigliamento mai ritirati da parenti di ospiti passate a miglior vita negli anni scorsi, quando il reparto ancora era frequentato da signore distinte, come era nei desideri delle fondatrici di questa parte della casa.
Intanto, sempre in settimana mi era stato donato un orologino senza dubbio sottratto dai regalini che solitamente fanno la gioia delle ospiti, come premi ambiti e poi esibiti per le vincite a tombola!
A mia volta però non potevo permettermi di perdere tempo, perché dovevo ultimare ad esempio un piccolissimo poncho richiesto da un’assistente, presto nonna che si fida delle mie capacità per lavoretti ai ferri: ce l’ho fatta, ma ho preferito lasciare l’incombenza per le rifiniture ad Agnese, l’anziana assistente che ha poi deciso di andare in pensione, anche se le sarà versata solo nel 2020, ma ha le mani d’oro e sicuramente, in poltrona e a casa sua, per la gioia del marito, sferruzzerà non gratuitamente, ma potendo disporre di qualche soldo per le sue piccole spese!
Avevo anche ricevuto un quadretto che raffigura la Sacra Famiglia, perché ha fatto la Cresima il figlio di Betty; in una busta avevo preparato una piccola cifra per l’acquisto di un libro per ragazzi della sua età che ho scoperto da poco e che considero un bellissimo testo "Il bambino di Noè" per ricordare le vicissitudini di un ragazzino ebreo salvato, insieme ad altri coetanei, da una farmacista atea e da un Prete che non ha poi voluto che proprio il protagonista si convertisse al cattolicesimo e la farmacista sarà uccisa proprio per la sua opera umanitaria.
Betty ha acquistato il libro, ha rifiutato i soldi ma mi ha pregato di incontrare suo figlio qualche volta, per ora non l’ho ancora visto e capisco le sue resistenze, ma ho dato loro l’indirizzo di casa e lo aspetterò.
Ero quasi sicura che le ospiti non si accorgeranno della mia assenza. Escludo la vicina di tavola che è particolarmente silenziosa in questi ultimi giorni, ma ci tiene a precisare che lei qui sta bene, perché è
capace di isolarsi e sta tanto bene da sola! Verrò spesso a trovarla: mi chiamo come la figlia che ha perso due anni fa e per la quale non è ancora riuscita a piangere.
Una lunga conversazione con la direttrice penso sia stata utile ad entrambe e parteciperò volentieri alle riunioni del Comitato di gestione. Ieri sera, a cena un’ospite dal suo tavolo tentava di avvicinarsi a me, ma non si rende conto che non può muoversi autonomamente. Sono andata io da lei, aveva preparato un vasetto con piccoli ciuffi di piantine grasse che non richiedono tante cure: bastano quattro o cinque gocce d’acqua ogni tanto! È forse il dono più gradito che ho ricevuto!
È ora di prepararmi. Sono entrate a salutarmi le assistenti della notte che vanno a riposare e quelle che iniziano la giornata per chiedermi se mi serve aiuto!
La camera profuma di caffè macinato e mi assicurano che lo gusterò a casa, perché ha uno speciale aroma,
Potrò anche assaggiare, ma a piccolissime dosi un vasetto di un speciale latte condensato che viene dal Perù. L’ha portato Rosa durante l’ultima lezione di italiano che continueremo a casa.
È ora di andare…
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