(A nome di molte mogli a molti mariti )

In genere, a bassa voce o anche farfugliando, mi dici: “SCUSA”
Un momento prima di andare a letto, perché hai bisogno di dormire, sentendoti in piena sintonia addirittura con Papa Francesco.
(Tra l’altro sei così sicuro di averLo addirittura anticipato, e da molto tempo, dicendo: ”Ma io ho sempre pensato che questo trimonio è il compendio necessario e lapalissiano per una felice vita matrimoniale”
Ti è capitato perfino di suggerirlo, in epoca preconciliare, nei Corsi per fidanzati o per giovani coppie, quando una delle serate veniva affidata ad un laico di specchiata vita cattolica, subito dopo avere letto un brano della lettera di San Paolo, la dove l’autore raccomanda “ ….voi mogli… e voi mariti amatele come carne della vostra carne …. ”ma sembravi perfettamente d’accordo soprattutto sulla prima raccomandazione, quasi avessi avuto tu il permesso da parte del Padre di strapparti una costola, previa anestesia locale, per forgiare la creatura che, per gratitudine imperitura, poi ti avrebbe servito per tutta la vita!
Solo che, strada facendo, ancor prima della senilità che giustifica la perdita della memoria, hai dimenticato la seconda e la terza parola

PERMESSO: credo significhi (e mi scusi Francesco per la puntualizzazione) io, marito, chiedo il permesso a te, mia cara, di occuparmi anche di attività al di fuori del focolare domestico, perché ritengo doveroso dare il mio contributo alla vita pubblica, all’approfondimento di tematiche che possono completare la mia personalità, spaziando in diversi campi che vanno dallo sport (più guardato che praticato) e non necessariamente lasciandoti sola, ma restando davanti al televisore in tinello, mentre tu sbrighi qualche faccenda in cucina o racconti una favola ai bimbi che non riescono ad addormentarsi; e, se invece esco per una conferenza interessantissima e faccio tanto tardi, è solo colpa dell’oratore generalmente scapolo o Prete che soffre di insonnia…
(Nota per le mogli: non pretendano di sapere i particolari della partita, specie se non tifano per la stessa squadra del marito o un resoconto stringato di una conferenza, perché difficilmente sono credute in grado di capire: meglio farsi portare la registrazione in altri momenti e senza fare commenti inappropriati).

PERMESSO: dovrebbe valere anche per la moglie che talvolta ha bisogno di vedere un film che a te non interessa o di partecipare ad una riunione scolastica o di scambiare opinioni con altre donne, non perché si è convertita ad un assurdo femminismo esagerato, ma le piacerebbe frequentare un corso di cucina o alcune lezioni sulle “donne nella Bibbia” tenute da un preparatissimo Teologo che dà il meglio di sé se il suo pubblico è formato da donne disposte a confrontarsi o a testimoniare difficoltà presenti nella quotidianità odierna.
Beh, potrebbe anche essere legittimo un permesso per imparare danze o cori, non necessariamente solo chiesastici!?
(Altra nota per quasi tutte le donne: ottenuto il PERMESSO non pretendano poi di poter raccontare al consorte la loro serata, perché difficilmente gli uomini gioiscono di attività liberatorie non svolte in loro compagnia).

GRAZIE: anche questo dovrebbe essere reciproco e tanto più sincero e affettuoso per ogni aiuto dato o ricevuto, in tempo utile e con un tono che non suoni ironico o seguito da frasette velenose, tipo: ”io ci avrei messo meno tempo” “sei sicuro/a di non avere dimenticato di comprare il latte?” ”hai proprio bisogno di far funzionare la lavatrice di notte?”
“Avrai anche messo in ordine, ma non trovo più i ritagli di giornale col discorso del Papa!”

SCUSA PERMESSO GRAZIE
È proprio vero che, a volte, le parole più semplici possono perfino rattristare, perché o si mettono in pratica tutte e tre o non diventano musica: L’incompiuta riesce bene solo a musicisti di valore!

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